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2 agosto 2006

Verso lo "Spectacul cu foc"

eeeeeeeeee jump downNel pomeriggio di ieri abbiamo di nuovo incontrato i bambini. Arrivano sorprendendoci mentre avvolgiamo di kevlar le nuove spade costruite apposta per lo spettacolo che faremo domani sera. Non le abbiamo portate dall'Italia, ma un peccato non tenere tutta la sequenza completa. Sono belli e si meritano che ci diamo da fare. Vasile, fratello sputato di Filippo, trova dove pu dei ferri d'emergenza. Le spade sono in metallo pieno e pesano da non riuscire a tirarle su. Domani avremo di che sudare per tenere l'intero combattimento. Se fisicamente teniamo ci potremo offrire come mercenari nei prossimi conflitti endoeuropei.

Nel centro arrivano pochi bimbi, perch i maschi sono per la maggior parte al settimanale allenamento di calcio. Stiamo con chi c', che comunque aumenta col passare del tempo, e ci stendiamo per terra con fogli e pennarellli. L'obiettivo quello di produrre almeno una trentina di locandine, tutte originali, per promuovere lo "Spectacol cu foc" che faremo in piazza. Ogni foglio porta inciso in basso l'ora e il luogo. In alto il bianco della cellulosa dato al libero arbitrio creativo di ognuno. Tema il fuoco. Il pomeriggio passa cos. Superiamo abbondantemente il numero di trenta poster. I pi minimalisti danno l'impressione di lampi di genio. Fatta sera si torna a casa.

Stamattina invece niente Focsani. Avevamo previsto che tutto il gruppo di aspiranti "attrici" venisse in gita a Panciu per seguire una mattina di lavoro nostro coi bambini. Pura osservazione, ma sulla scorta degli elementi elaborati in questi giorni. La trasferta non si fa perch il pulmino in dotazione le pu portare solo una volta. Optiamo per gioved e le lasciamo a casa. L'improvvisa pausa non sembra dispiacere molto. Neppure noi ci danniamo troppo. Un po' di respiro fa comunque bene anche al lavoro. Domani mattina arriveranno per rappresentare le due scene ad un pubblico di bambini, oltre che ai nostri infaticabili lavoranti internazionali, in missione volontaria.
ogni mondo  paese
Il pomeriggio di oggi invece coi bimbi ci lavoriamo eccome. Nonostante la pioggia, che ci blocca di tanto in tanto, ci facciamo le nostre due orette di fatica ludica. Poi li prendiamo sotto braccio (o loro noi) e trottiamo verso il centro di Panciu. Sotto braccio tutti i disegni che hanno preparato ieri. Ai polsi i rotoli di nastro adesivo. Torniamo di nuovo ad occupare il paese con la nostra truppa di nani. Ad ogni punto strategico appuntiamo uno degli avvisi. Nel percorso le voci aumentano e pure lo sgambettio. Dietro uno dei complessi abitativi incontriamo, danzante solitario in un angolo, Vasilica/Gelu. il matto del paese. Abbondantemente truccato, indossa una gonna lunga bianca e ascolta musica da una radiolina portatile. Dice qualcosa con passione e scappa al suo angolo. Due volte. Capito niente.

La sera di nuovo match di football. Filippo non resiste al richiamo e corre. Io sconiglio per ginocchio e caviglia doloranti. Resto a casa a finire il montaggio del video del laboratorio. Venerd c' il debriefing finale e vogliamo dare loro una testimonianza di quello che stato. Saranno firmati pure dei diplomi di partecipazione. Che onore. Magari ce ne facciamo fare uno pure noi. Giusto per mostrarlo agli amici.
before the jumping down
trust in us?
due cose due
Who scare the bear?
al, verso il centro
 
Allora tu e tu fate...
Conquering the town
Attacchinooooooooooooooooooo
Let follow the chief
I was there too